Salta al contenuto principale
Spinetta Marengo History banner image_2
La storia

1930/1960

La Montecatini – 1930/1960

Marengo produceva oltre un milione di quintali di Super all’anno, circa trecentomila quintali di solfato di rame, acido contentato, bicromati e albumi di cromo, canfora sintetica e altre lavorazioni minori. Ma anche per Marengo si avvicinavano momenti difficili, tanto che nel 1933, appoggiata dal governo, Montecatini acquisì l’azienda alessandrina, e nel 1934 iniziò il nuovo piano di sviluppo.

Furono aperte le produzioni dei “colori” (arseniati di piombo, fluosilicati: sodio, bario, zinco, magnesio) e i reparti di acido muriatico e acido concentrato.

Montecatini si fuse con Edison

Tutte le produzioni lavorarono a pieno regime fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale però subirono rallentamenti per la mancanza di materie prime e per il calo della domanda. Al termine degli eventi bellici, si lavorò intensamente per il riordino dei reparti trascurati dalla manutenzione e corrosi dalle materie acide. 

Successivamente presero il via altri moderni progetti: nel 1954 si iniziò con la produzione di pigmenti di ferro e di titanio e l’anno successivo con la lana di vetro. Nel 1960 entrò in funzione il nuovo impianto di acido concentrato; tutti i vecchi impianti solforici furono abbattuti e fu ampliato il laboratorio chimico per le ricerche.

Gli anni Sessanta videro la completa sostituzione delle produzioni originarie di Marengo con le nuove specialità di Montecatini. Il personale superava le mille unità e all’interno dello stabilimento erano numerose le imprese con varie specializzazioni.